

Matteo/Micra Verde e il fratello Marco/Micra Rossa-Ex grigia, nonché i K11 BROTHERS, oggi ci raccontano la loro storia (con la voce narrante di Matteo)! Partendo da una semplice Micra K11 comprata come utilitaria economica, qualcosa è scattato. Qualcosa che ha portato i due fratelli a convogliare le loro energie in una passione per i motori davvero sincera: pur non essendo meccanici professionisti sono riusciti a creare due belle bestioline non da poco!
“Tutto iniziò in un pomeriggio come tanti. Mentre stavano tornando da lavoro, mia mamma e mio fratello cercavano una macchina che costasse poco perché la disponibilità economica non era altissima…
Dopo un paio d'ore, sento mia mamma dire "Andiamo a vedere una macchina" e io "che macchina?"
Mi mostrò una foto… ed era lei, la Micra 1.0 verde… inizialmente la schifai, finché poi la guidai: diciamo che già il suo 1.0 doppio albero a camme 16v mi aveva fatto capire qualcosa. Io e mio fratello abbiamo detto ok, questa è la nostra prima project car.
Passano i primi mesi e iniziamo con 4 molle e dei cerchietti: eravamo già contenti così!
Purtroppo però il motore cominciava ad perdere i primi colpi, avendo subito poca manutenzione dall’ex proprietario: temperatura oltre i 90 gradi... ma lei non lo sapeva, continuava ad andare!
Nel mentre ormai stavamo così stretti in una K11 in due… quindi come risolvere? Trovando in vendita un'altra micra!
Si parla sempre di un 1.0 con 70.000 km, tenuta benissimo: a 350 €. Iniziamo a metterci mano con 4 molle, ma avevamo già tutto chiaro, seppur il lavoro sembrava una montagna da scalare: dovevamo swappare.
Così abbiamo trovato un 1.3 da metterci sotto. Ad una settimana dall’acquisto ci arriva il motore.
Noi contentissimi lo andiamo a ritirare, lo posiamo in garage e cominciamo a studiarci lo swap. Tutto va liscio finché, il giorno dopo, un camionista decise di fare una manovra azzardata e schiacciare la nostra Micra grigia contro un muro. Risultato? Macchina storta da demolire.
Nella sfortuna, hanno risarcito il poco valore della macchina.
C'era un problema però: mio fratello, che aveva comprato il motore, non aveva più la macchina dove metterlo. Mi fece "Lo mettiamo sulla verde?" e io gli dissi di no, poiché il suo progetto doveva essere portato a termine. Iniziamo la ricerca di un'altra K11. Che avesse il motore fuso o sano non importava, intanto c'era un 1.3 ad aspettarla in garage.
Finché poi arrivò un annuncio di una Micra S (non super S) che a livello di qualche accessorio è più rara di una Super S. Così, noi per amore, siamo partiti da Savona fino a Biella in treno a prendere quella K11 rossa a colpo sicuro, perché sì: quel progetto doveva essere concluso.
Arriviamo a Biella ed è stato amore immediato anche se l’auto non era bella.
Arrivati a casa, iniziamo. Portiamo l'auto dal carrozziere e cominciamo a farci verniciare i pezzi Super S trovati qua e là. Esteticamente ci siamo: rosso fiammante intenso.
Mancava solo lo swap.
Premetto che noi non siamo meccanici, non abbiamo studiato meccanica né nulla, siamo due corrieri solo con una gran passione per le auto trasmessa dai nostri genitori.
E dunque via, testa allo swap: arriva il giorno, pacco pieno di pezzi nuovi da montare e si inizia. Il giorno prima invece ansia: "E se non riusciamo?"
Risultato: due giorni. Due giorni e la macchina era già su strada. 1.3 col cambio 1.0, noi eravamo al settimo cielo di aver fatto un lavoro del genere, non era il classico cambio olio, ma un trapianto. Tutto ciò alimentò l'amore per questa piccola giapponesina.
E la verde? La verde era ancora full stock, a parte cerchi e molle. Così io mi rimbocco le maniche e comincio pure io: full kit super S interno ed esterno, barre duomi, assetto a ghiera, volante a calice, scarico e… arrivò anche per lei l’1.3. Inutile dirlo, come la rossa, 2 giorni di lavoro, 1 giro di chiave e la macchina era su strada.
Cominciamo i ritocchi, cerchi più seri a canale rovesciato, assetto regolabile e infine la livrea replica Xanavi Nismo per la k11 rossa.
Non si finisce mai, è sempre tutto work in progress: negli anni tante persone in Europa e anche fuori ci hanno supportato seppur il mondo Micra non sia enorme.
Però vedere due fratelli con la stessa auto, stessa passione e la stessa testa a 20 anni a tante persone fa effetto. Così il nostro amico Makkininarossa ci battezzò come i Fratelli Micra e il nome, devo dire, si è divulgato parecchio!
Dimenticherò tante cose da raccontarvi, ma sappiate che le ore in garage sono state infinite! Siamo stati un virus per tante persone: io, mio fratello e i ragazzi del gruppo MicraManiaci abbiamo fatto cambiare l'idea sulla Micra K11.
È una malattia che non finirà mai, queste piccole bombette sono tanto sottovalutate, ma fanno girare la testa a guardarle e soprattutto quel piccolo 1.3 non scherza.”



























