

Posso dirlo? FINALMENTE UNA 600 SPORTING! Lore oggi ci racconta del restauro completo della sua bellissima Seicento Sporting del ’98… senza però andare troppo a cambiarle il look!
“La storia della mia Seicento Sporting del ’98 è lunga ed è tuttora una storia che non è ancora finita. È iniziata tanti anni fa, grazie anche alla passione per le elaborazioni degli scooter, icone anni ’90 e cinquantini che mi hanno insegnato che non serve un grande motore e nemmeno una grande elaborazione per divertirti. Ero fissato con tutto ciò che riguardava gli anni ’90 e, non avendo più un padre che potesse spiegarmi quel periodo vissuto in prima persona, volevo provare a capire io stesso quella sensazione di cui sentivo tanto parlare da chi quell’epoca l’aveva vissuta, soprattutto da appassionato come me, e che aveva guidato certe icone degli anni ’90. Come dicevo, ho iniziato con gli scooter, ho fatto esperienze, ci ho messo mano e, nel frattempo, ho iniziato a mettere mano anche sulle macchine e a capirci qualcosa di più, appassionandomi ancora di più. Fin quando non ho preso la patente, a 18 anni, e ho avuto la mia prima macchina: un regalo di mio nonno, che era mancato due mesi prima. Era una Panda 4x4 1.3 M-Jet del 2011. Con lei ho fatto i primi mesi di esperienza alla guida e, nonostante mi facesse divertire, non la sentivo mia. Non mi trasmetteva quelle sensazioni che provavo quando mettevo mano sui motori vecchio stampo. È difficile da spiegare, ma non aveva quel profumo che senti quando sei davanti a un ferro anni ’90. Dopo un po’ ho deciso di venderla e cercare qualcosa che facesse più al caso mio. Volevo una macchina da sistemare, non troppo, ma sì. E soprattutto avevo già scelto: volevo una Seicento Sporting. Potevo guidare ciò che più mi pareva, perché avevo un solo anno di limitazione sulle cilindrate, ma io volevo a tutti i costi quella macchina. L’ho cercata parecchio, perché ormai stanno iniziando a costare un po’ per quello che sono e soprattutto la maggior parte delle persone o se le tiene strette oppure le vende a prezzi esagerati. Finalmente, dopo mesi, ho trovato la mia attuale Sporting da un ragazzo che non ne capiva proprio tanto e la vendeva già a un prezzo abbastanza basso, forse per ignoranza o forse perché valutava il danno che aveva veramente grave. Sono andato a vederla ed era esattamente come la volevo: dal colore alle condizioni. Sapevo che ci avrei dovuto mettere un po’ le mani, ma non mi importava. La pagavo una miseria e l’avrei fatta rinascere. Attualmente il restauro non è ancora finito. Durante questi due anni la macchina ha subito diversi lavori: è stato rifatto tutto l’avantreno, il posteriore, l’assetto, sono arrivati i cerchi e lo spoiler del pacchetto Abarth e a breve arriveranno anche le minigonne. Il resto sono tutte cose estetiche per rendere la macchina un po’ più carina all’esterno. Manca solo una riverniciata esterna completa e la macchina sarà finita. Quando sono andato a vederla era conciata veramente male. Era stata ferma sotto sole, pioggia e qualunque intemperia per dieci anni, perché la prima proprietaria era un’anziana e la usava pochissimo. La vernice era rovinatissima, un po’ come adesso ma molto peggio. Prima di me era finita nelle mani di un altro ragazzo che l’aveva usata per un mese, prima di comprare una Golf GTD e lasciarla nuovamente ferma sotto casa. Poi sono arrivato io. L’ho vista: Sporting prima serie del ’98, nera con i dettagli arancioni. La macchina di Pornhub, la chiamo io ahaha. Fatto sta che ho dovuto cambiare praticamente di tutto: radiatore, braccetti, testine dello sterzo, dischi, pastiglie, gomme, ganasce, tamburi e tubazioni che ormai erano secche dopo quasi trent’anni. Ho cambiato anche ogni guarnizione, così da evitare perdite d’olio, e ho fatto una bella pulizia del vano motore, per quel che si poteva fare. E ancora oggi non è finita. Ma forse è proprio questo il bello.”
Non ci siamo fermati qua però… Volevamo scoprire un pochettino di più e Lore ci ha raccontato anche della sua prima auto, la Panda 4x4 che aveva condiviso con suo fratello!
“La mia Panda 4x4 era un vero carro armato su ruote. Era alta, spaziosa, aveva un bel colore e dei bei cerchi e soprattutto, senza toccare assolutamente niente, mi ha portato letteralmente ovunque. Era la macchina che condividevo con mio fratello gemello e, proprio perché avevamo iniziato ad avere due vite abbastanza diverse, con persone e necessità diverse, alla fine abbiamo deciso di darla via. Il problema era semplice: la macchina non poteva sdoppiarsi.”





















