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Alex di Speedcustom non si limita a raccontare la sua Civic. Ci racconta di come il progetto Speedcustom è iniziato e di cosa ha dovuto attraversare per poter arrivare al successo. Una storia che merita di essere letta per comprendere a pieno il significato di “sacrifici”! TE LO DOVEVO, E LO DOVEVO A ME.

Alex di Speedcustom non si limita a raccontare la sua Civic. Ci racconta di come il progetto Speedcustom è iniziato e di cosa ha dovuto attraversare per poter arrivare al successo. Una storia che merita di essere letta per comprendere a pieno il significato di “sacrifici”! TE LO DOVEVO, E LO DOVEVO A ME.

“La mia passione inizia fin da bambino. Ancora ricordo quando, sul vecchio PC di papà, andavo a cercare le immagini delle auto tuning, con tanta semplicità, su
Google scrivevondo: "auto truccate". Una volta si chiamavano così. Mi innamorai del tuning quando cominciai a giocare per la prima volta a Need for Speed
Underground, sperando un giorno che quell'auto che tanto mi divertivo a modificare... un giorno l'avrei avuta nella vita reale. Come la maggior parte dei ragazzi degli anni '90, all'uscita di Fast and
Furious tutto per me si trasformò in chiarezza totale. Appena presa la patente, comprai subito una bomboletta di nero opaco per fare le borchie della Yaris di mamma, così da renderla più accattivante ai miei occhi. Avevo bisogno di imparare il più possibile il mestiere di carrozziere/meccanico anche con cose semplici. Trasformai la mia prima 500 Sport in un totale allestimento Abarth, ma poi pensai: "Diavolo, ma non cammina...”

Alex di Speedcustom non si limita a raccontare la sua Civic. Ci racconta di come il progetto Speedcustom è iniziato e di cosa ha dovuto attraversare per poter arrivare al successo. Una storia che merita di essere letta per comprendere a pieno il significato di “sacrifici”! TE LO DOVEVO, E LO DOVEVO A ME.

Così l'ho venduta per una vera Abarth. Al primo raduno conobbi un gruppo di sole Abarth, ma, avendo il cuore giapponese, non mi trovavo a mio agio. La passione aumentava e avevo sempre di più in mente la voglia di aprire un qualcosa di mio, come un'officina, e far capire al mondo quanto valessi. Comprai una MX-5 NB che, pian piano, modificai tutta. Assetto a ghiera, aspirazione, scarico, cerchi, body kit. Mi arrivarono le prime minigonne, ma non sapevo ancora stuccare o come andassero montate. Tutto, pian piano, mi sembrava sempre più facile:
d'altronde sbagliando s'impara.
Una sera decisi di dare a tutto questo un nome... da lì nacque
Speedcustom. All'inizio ero partito dall'idea di aprire un negozio tuning... ma, diamine, avevo troppo gusto per non comprare auto trasandate e dargli vita di nuovo, costruendole a modo mio.
Volevo fare del mio nome una realtà, ma avevo bisogno di un'esperienza che attestasse il mio valore. Feci un corso di carrozzeria a Perugia della durata di un anno, precisamente a Città di Castello. Amavo la mia MX-5, perché è stato grazie a lei che ho conosciuto persone fantastiche.
Nel mentre le soddisfazioni erano sempre più notevoli. Volevo proseguire con i miei progetti per cui, con tanto dispiacere, ho dovuto vendere anche I'MX-5. Iniziai andando in Polonia con la mia ragazza Giulia alla ricerca di una Civic swap B18 da rivendere, ma si rivelò una presa in giro. Così tornai a casa con una Civic, purtroppo però da vendere solamente a pezzi, dovuta alla ruggine. Nel mentre, feci entrare come mio socio un ragazzo di nome Daniele. Insieme
prendemmo una Civic EG che si spacciava per turbo, ma di turbo aveva ben poco. Ci lavorammo due mesi o qualcosa di più per renderla bella ed efficiente come ce la immaginavamo... e pian piano ad ogni raduno dove presentavamo la macchina era sempre un complimento dietro l'altro... lo, per realizzare il mio sogno, avevo venduto le mie due auto, per soldi, ma ero rimasto senza nulla su cui sedermi e farmi trasportare. Sì, ci credevo molto!

Alex di Speedcustom non si limita a raccontare la sua Civic. Ci racconta di come il progetto Speedcustom è iniziato e di cosa ha dovuto attraversare per poter arrivare al successo. Una storia che merita di essere letta per comprendere a pieno il significato di “sacrifici”! TE LO DOVEVO, E LO DOVEVO A ME.

Un giorno vidi un annuncio di una Civic a Pescara: voleva 500 euro.
Non potevo farmela scappare. Lo chiamai e gli chiesi di fermarmela con 50 euro. Andai a Pescara con la mia ragazza, accompagnato dalla sua bellissima Civic bianca, e prendemmo la mia nuova auto.
Civic EJ9 del '99. Un rottame a dir poco... Era tutta grandinata e puzzava di carne putrefatta.
Continuai ad usarla tutti i giorni finché non comprai il primo assetto a ghiera anche per lei. Più bassa sì, ma carina non potevo chiamarla. Mentre il progetto di una futura officina continuava ad emergere nella mia mente e i clienti aumentavano, mi chiamò Dario Workout, che voleva vendermi la sua officina. Un mese dopo avevo anche un posto dove poter iniziare il mio sogno. Come la macchina, anche l'officina aveva bisogno di una bella ripristinata.
Così iniziai a ripulire tutta l'officina e a darle un tocco mio. I clienti aumentavano e mi davano sempre più fiducia. Ero molto entusiasta.
Ma tutto ad un tratto la mia felicità si spense quando realizzai che la ragazza che amavo stava prendendo un'altra strada rispetto alla mia. Subii un crollo psicologico non da poco... il mio mondo stava crollando. Passai due mesi senza riuscire più a lavorare, ma dopo, fortunatamente, nella mia vita sentii quella scintilla di riscatto, quella rabbia che mi permise di andare avanti. Avevo bisogno di ripristinare la mia vita e quella della mia auto, che per me c'era stata sempre. Sparii per un mese intero, non feci sapere nulla della mia auto e di ciò che stavo creando... il brutto anatroccolo stava prendendo vita e mi stava rivitalizzando... e dopo un mese uscì finalmente il post dove feci vedere la mia macchina finita e, alla fine della didascalia, scrissi una frase che tutt'oggi porto dietro, incisa sia sulla macchina che sul mio cuore. La frase dice:
TE LO DOVEVO, E LO DOVEVO A ME.
Tutto ebbe più senso... II mondo che tanto mi era crollato addosso stava riprendendo colore, così le soddisfazioni arrivavano e l'idea di riscatto che tanto volevo si fece vedere, rendendo giustizia a chi in me non aveva creduto. Te lo dovevo, e lo dovevo a me.

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