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Rudy è nato in una famiglia quasi tutta composta da piloti da rally… ma invece di seguire la strada di famiglia ha deciso di prenderne una tutta sua! Quella dello street drift! Una semplice Nissan S13 completamente rivoluzionata per lo street drift… con persino una grafica creata su Need for Speed…
“Mi chiamo Rudy, ho ventidue anni e sono originario della Valle d’Aosta. Nella mia famiglia c’è sempre stato il sangue per le corse: praticamente tutta la mia famiglia era composta da piloti di rally. Durante il mio percorso e la mia crescita, però, ho visto che il mio ramo era più il drifting. Quindi mi sono spostato da quella che era la strada di famiglia per affrontarne una mia. La passione per le macchine giapponesi è nata quando ero davvero piccolo: già a otto anni, ma anche prima, ero appassionato di auto giapponesi. La mia macchina dei sogni è sempre stata la Nissan Silvia S13 e questo sogno me lo sono portato avanti fino ai diciotto anni. Pur non potendo ancora guidarla, sono riuscito a trovare un annuncio di una S13 messa parecchio bene a Brescia. Senza ombra di dubbio sono andato a vederla e penso il giorno dopo sono andato a prenderla. È stato un gran sacrificio, perché a diciott’anni avevo i soldi messi da parte grazie ai lavori fatti tra un anno scolastico e l’altro e li ho investiti ovviamente tutti su quell’auto. Poi, mano a mano, con i vari stipendi sono riuscito a farla come la vedete adesso. Ho scelto di indirizzarmi più su una Street Drift, quindi fare una meccanica completamente da drift ma mantenere l’estetica ancora abbastanza fedele alle linee originali. Ho scelto quindi un body kit Origin Labo dal Giappone, che è un kit che, anche senza gli allargamenti dei parafanghi laterali anteriori e posteriori, riesce a trasformare parecchio la macchina e a renderla molto simile a come venivano buildate in Giappone per le gare di Street Drift. Ho fatto davvero numerose modifiche, meno sul motore perché comunque mi bastano pochi cavalli: ne ho circa un centinaio in più dell’originale, dati tutti da un’elaborazione esterna al blocco motore. Il blocco motore, pistoni, bielle e bronzine sono tutti originali. Sono state fatte la turbina, le tubazioni, l’intercooler, le bobine, la gestione delle bobine, il recupero vapori olio e diverse altre modifiche. In caso vi faccio poi l’elenco di tutti i pezzi che sono montati e prendete quello che volete.

Quest’auto è stata un segno per me, perché mi ha veramente dato una mano a uscire da periodi poco divertenti. Mi ha proprio distratto, in modo da riuscire ad ascoltare un po’ me stesso e mettere un po’ da parte gli altri. Dopo numerose fregature prese da amici e da quelli che erano miei conoscenti, mano a mano ho fatto crescere il mio profilo Instagram fino a diventare abbastanza conosciuto in Valle d’Aosta, Torino e Milano. Sono stato invitato a numerosi eventi, come MTS Torino al Lingotto, Fashion and Tuning alla Vercelli Fiere e anche Seventhird Car Expo a Rimini, oltre a parecchi altri eventi.
Poi arriviamo alla grafica. La grafica è stata, come si dice, un’idea che pensavo non funzionasse, ma alla fine è stata forse l’idea migliore che abbia mai avuto per una modifica. La macchina in origine era nera e, dato che sono molto preciso con la pulizia e il tenere l’auto pulita, oltretutto essendo anche il mio lavoro, ho deciso di farla bianca, che è sicuramente meno sporchevole. Dopo il bianco, però, ho deciso di metterci una grafica, ma non sapevo quale. Quindi mi sono messo su PlayStation 5, su Need for Speed, e lì ho iniziato a disegnare, a disegnare, a disegnare, finché non ho tirato fuori questa grafica qua. Il perché è abbastanza semplice: era il mese di marzo, la macchina era in preparazione per presentarla poi a MTS e a marzo c’è la Sakura season in Giappone, quindi quella che è una delle stagioni più famose e più simboliche del Giappone. Quindi cosa ho fatto? L’ho presa e l’ho messa sulla mia macchina. È stato un tributo, un onore alla Sakura season giapponese.

Quest’auto ovviamente non è da poser, quindi non viene utilizzata solo per le fiere e i raduni statici. È stata fatta per lo Street Drift. Ovviamente, la notte, sulle strade di montagna deserte, ci diamo del buon gas. Passiamo le notti, quando piove, a girare su e giù per le montagne, ovviamente dove non ci sono case, non ci sono persone e non ci sono semafori, dove tutto è molto più fattibile e non diamo fastidio a nessuno. E finiamo gomme su gomme, pieni di benzina, cercando sempre di migliorare le nostre tecniche. Perché posso dire che, ovviamente, lo Street Drift è diverso dal drift in pista.”













