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Non so più cosa dire. Una miata 1.8 CON VOLUMETRICO. Roba da far paura… e la intervisteremo pure dal vivo! Gabry ci racconta di come all’inizio non volesse nemmeno modificarla e di come è arrivato a fare queste modifiche folli!

Non so più cosa dire. Una miata 1.8 CON VOLUMETRICO. Roba da far paura… e la intervisteremo pure dal vivo! Gabry ci racconta di come all’inizio non volesse nemmeno modificarla e di come è arrivato a fare queste modifiche folli!

La macchina la presi completamente originale nel 2021. Mi piaceva da sempre l’MX-5, era sempre stato il mio “sogno realizzabile”, a differenza di varie RX-7, M3 o altre auto che resteranno “sogno nel cassetto”. La MX-5 era quella giusta: economica da acquistare e mantenere, cambio diretto, trazione posteriore e distribuzione dei pesi 50:50. Mi piaceva talmente tanto da originale che non sapevo che modifica fare, temevo di rovinarne il suo equilibrio. Iniziai con un terminale di scarico, perché darle più voce non l’avrebbe mai peggiorata. Dopo poco la portai in pista e lì si fece sentire il bisogno di modifiche più specifiche per quell’utilizzo, quindi iniziai con gomme semislick, cerchi, assetto, tubi in treccia, pasticche più pistaiole e angoli di convergenza e campanatura personalizzati per cucirmi la macchina addosso. Era già una macchina totalmente diversa, i secondi sul tempo sul giro erano già scesi parecchio, ma non mi fermai. Presi un cambio a 6 marce della versione 1.8, volano alleggerito e differenziale autobloccante Torsen, altri secondi in meno sul giro… Le ultimissime modifiche, arrivate solo di recente, sono uno swap 1.8, compressore volumetrico e impianto frenante maggiorato a 4 pompanti, diventato a questo punto necessario visto che la potenza originale è stata raddoppiata.

Curioso… gli chiesi se si ricordasse della sua prima volta in pista e se dopo tutte queste modifiche la scambierebbe mai con una delle sue auto da “sogno nel cassetto”…

Sì, la prima volta in pista la ricordo benissimo perché era bagnato e mi innamorai ancora di più di questa macchina. La trazione dietro e la sua sincerità mi fecero proprio divertire, nella sua espressione più pura. Tornato a casa, però, sentivo la mancanza di qualche upgrade che l’avrebbe sicuramente migliorata. Quelle 2 o 3 modifiche si sono trasformate in un numero di modifiche infinito alla fine, perché appunto ogni volta che tornavo a girare la macchina migliorava sempre e inseguivo sempre la miglioria successiva. Forse la cosa più bella è che il mio livello di guida è cresciuto insieme alla macchina. Adesso, dopo 5 anni di sacrifici, nottate in officina, ore di lavoro e tutta la passione che ci ho messo nel cucirmela addosso con ogni singola modifica, no, non la scambierei mai per nessuna auto da “sogno nel cassetto”.

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