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Daniele oggi ci racconta la storia della sua Micra. Oltre 20 anni di modifiche e passione. Un’auto che lo ha accompagnato in questi decenni anni dopo anno. Inizialmente mezzo di famiglia comprato dal nonno per la madre, quest’auto passerà poi a Daniele che, con il tempo, inizierà a personalizzarla sempre di più, fino ad arrivare ad un’elaborazione assolutamente completa in ogni aspetto!

Daniele oggi ci racconta la storia della sua Micra. Oltre 20 anni di modifiche e passione. Un’auto che lo ha accompagnato in questi decenni anni dopo anno. Inizialmente mezzo di famiglia comprato dal nonno per la madre, quest’auto passerà poi a Daniele che, con il tempo, inizierà a personalizzarla sempre di più, fino ad arrivare ad un’elaborazione assolutamente completa in ogni aspetto!

“Praticamente, questa Micra è in famiglia dal 1999, quando mio nonno la comprò nuova per mia madre, che ne fu la prima proprietaria. È stata la macchina che abbiamo avuto in famiglia per più tempo, quella con cui sono cresciuto e, soprattutto, quella con cui ho imparato a guidare. Quando avevo 14-15 anni, la domenica, se i miei erano fuori, ogni tanto la fregavo e mi facevo qualche giretto per il quartiere. Insomma, ho imparato a guidare da solo su questa macchina, che poi è passata ufficialmente a me quando ho preso la patente, nel 2006, a 18 anni.

Da lì, praticamente, ci ho fatto di tutto! Basti pensare che, quando abbiamo vinto i Mondiali nel 2006, giravo per il centro di Messina con venti persone sulla macchina: gente raccattata per strada, chi sul tetto, chi nel baule, chi sul cofano… Cose del genere!

Poi, a un certo punto, mi sono ritrovato con un po’ di soldi da parte, tipo 1.200-1.300 euro, e la prima cosa che ho fatto è stata ordinare lo spoiler Nismo e i Koni gialli regolabili, che all’epoca erano ancora in produzione. E da lì è iniziato tutto, con quasi vent’anni di modifiche e continui miglioramenti.

Erano i tempi dei forum di Elaborare e di Nissan People, dove si ritrovava già gente con Nissan Silvia, 300ZX e altre macchine ben più blasonate, mentre io mi presentavo con la Micra! Ho avuto anche la fortuna di conoscere un ragazzo che mi regalò i cerchi del Sunny GTi-R e i freni anteriori della stessa macchina. Poi ho iniziato a comprare tubi in treccia, Powerflex e tutto il resto.

A un certo punto guardavo questa macchina e mi chiedevo: «Ma possibile che non la usi nessuno?». All’epoca erano tutti fissati con le Punto e le Seicento, mentre io, per il semplice gusto di fare qualcosa di diverso e controcorrente, ho iniziato a interessarmi alla Micra. Mi mettevo a guardare i forum inglesi e vedevo che all’estero le modificavano in qualsiasi maniera: ci montavano motori SR20, le trasformavano in turbo, le facevano volumetriche… E, ovviamente, c’era anche tutto quello che combinavano in Giappone, che già vent’anni fa riuscivo a seguire grazie a Internet.

Alla fine, per comprare i pezzi su Internet, ho persino imparato a parlare inglese! Insomma, mi sono detto: «Vabbè, qua non se l’è mai cagata nessuno, quindi iniziamo noi!». Anche perché mi piace fare le cose controcorrente e, soprattutto, pensavo che questa macchina potesse essere un’ottima base per andarci in pista.

All’epoca, a Messina, avevo già un gruppo di amici con cui avevamo formato un club. Ci organizzavamo le giornate in pista e tutto il resto, quindi da lì è partita la vera evoluzione della macchina, che nel corso degli anni è diventata praticamente un enorme giocattolo.

La Micra, comunque, non è mai stata una macchina che ho pensato di vendere. Anzi, mi hanno persino offerto 6.000 euro, e vi parlo del periodo pre-Covid, quando ancora non se la filava praticamente nessuno. Ma non mi è mai nemmeno passato per la testa di separarmene. È un pezzo di famiglia, letteralmente. È in casa nostra dal 1999 e, ormai, fa parte della mia vita da quando avevo 11 anni. Adesso ne ho 38, quindi potete immaginare il legame che ho con questa macchina!

Nel frattempo, la Micra è passata definitivamente nelle mie mani, anche in tutti i sensi, seguendomi pure quando mi sono trasferito dalla Sicilia al Nord. Adesso è con me a La Spezia e continua a evolversi, poco a poco, con nuovi pezzi e modifiche che arrivano praticamente da tutto il mondo. Gran parte della componentistica che monta, infatti, è ormai fuori produzione, ed è stata acquistata nel corso degli anni tra Giappone e resto del mondo.

Per quanto riguarda le modifiche, sotto il cofano troviamo il motore 1.0 16 valvole di serie, che originariamente sviluppava 55 cavalli. Nel tempo, però, è stato praticamente rivisto in ogni suo aspetto: monta alberi a camme del 1.3, iniettori della Primera 1.6, scarico completo 4-2-1, catalizzatore metallico da 200 celle e terminale HKS specifico per la Micra. A completare il tutto ci sono i cavi candela Magnecor, l’anticipo a zero e una centralina completamente riprogrammabile, una MaxxECU dal valore di circa 1.500 euro. Il risultato è che questo piccolo frullatore da 1.000 cc adesso sviluppa circa 80 cavalli, o poco meno.

Anche il telaio è stato completamente rivisto, con l’obiettivo di renderla il più efficace possibile tra i cordoli. Troviamo un assetto coilover BC Racing con molle da 7/5 kg e camber plates, bulloni eccentrici Whiteline per la regolazione del camber e boccole Strongflex su tutti i bracci. I supporti motore sono Nismo, mentre le barre antirollio sono una Whiteline anteriore maggiorata da 20 mm e una Nismo posteriore da 19 mm. Non mancano le barre duomi anteriori e posteriori e una strut brace anteriore inferiore.

Per quanto riguarda i cerchi, nel corso degli anni ho omologato a libretto i 15 pollici, con misure 15x8 ET 0 e passaruota allargati. Quando invece devo montare le semislick, utilizzo un altro set di cerchi OZ F1 da 15x7, abbinati a distanziali da 20 mm.

L’impianto frenante anteriore deriva dal Sunny GTi-R ed è stato ulteriormente aggiornato con dischi baffati, pastiglie EBC Yellowstuff e tubi in treccia su tutto l’impianto. Insomma, anche sotto questo aspetto non si è lasciato nulla al caso.

Esteticamente, la macchina monta spoiler Nismo originali sia anteriore che posteriore, oltre a un lip anteriore Nismo arrivato direttamente dal Giappone, che, con una buona dose di certezza, credo di essere l’unico ad avere in Europa. I fari anteriori e le mascherine della griglia sono neri, mentre al posteriore ho montato i fanali della versione restyling del 2001.

All’interno, invece, ho cercato di mantenere un’impostazione decisamente sportiva. A seconda delle esigenze, utilizzo un volante a calice OMP oppure un volante Momo con airbag, un optional specifico per il mercato giapponese. C’è poi uno short shifter, mentre per quanto riguarda la seduta ho montato un sedile da corsa Sabelt con cinture a quattro punti, fissato su una slitta ultraribassata.

Insomma, la lista delle modifiche sarebbe praticamente infinita, e probabilmente mi dimenticherei pure qualcosa! Considerate che sono quasi vent’anni che continuo a migliorare questa macchina, cercando pezzi ormai introvabili e sperimentando soluzioni che all’epoca erano decisamente poco diffuse su una Micra.

E la cosa bella è che non ho ancora finito! Tra poco arriverà altra roba grossa, ma non voglio spoilerare nulla. Diciamo soltanto che questa Micra continuerà a evolversi ancora per parecchio tempo.

Alla fine, per me non è nemmeno una macchina nel senso tradizionale del termine. È un enorme giocattolo, un progetto che porto avanti da quasi vent’anni, ma soprattutto è un pezzo di famiglia. È la macchina con cui sono cresciuto, con cui ho imparato a guidare, con cui ho vissuto un sacco di esperienze e che mi ha accompagnato praticamente per tutta la vita. E, sinceramente, non credo che riuscirei mai a separarmene.”

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