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Ecco come una Opel Corsa E possa scaturire un amore definitivo per l’elettrico! La storia di RichardCap ci racconta le emozioni che ha provato al volante di questa vettura, emozioni che, unite alle sensazioni di guida, lo hanno portato a prediligere una “guida elettrica” se si parla di andare il più veloce possibile!

Ecco come una Opel Corsa E possa scaturire un amore definitivo per l’elettrico! La storia di RichardCap ci racconta le emozioni che ha provato al volante di questa vettura, emozioni che, unite alle sensazioni di guida, lo hanno portato a prediligere una “guida elettrica” se si parla di andare il più veloce possibile!

“Opel Corsa, l’auto che mi ha aperto alla meraviglia della guida elettrica e dal quel momento non ho più guardato indietro!
Facciamo però un passo indietro a quando provai per la prima volta una Porsche 911 964: non era mia, ma di un collega di mio padre che l'aveva presa usata. Tutto contento, ci strappai un giro, a malapena 20enne (patente senza obblighi di potenza woooooo). Ero anche abbastanza inesperto, però quella se non ricordo male era la prima 911 con ABS ed altre cose elettroniche di controllo, infatti i puristi la vedono come la "prima delle sbagliate" mi sembra. Però sono quelle guide che ti cambiano la vita, per quanto brevi. Provi cosa si può avere con i soldi, la differenza prestazionale che ti permette di esaudire il desiderio del pilota in meno tempo, quella nonchalance di andare anche piano ma avere un'auto che tira sempre, che se chiedi risponde. E poi beh quella sorta di "guidare un cavallo" per via del peso sul culo: sono dinamiche che vanno imparate, é oltre il normale. Poi finita quella giornata sono tornato sulla punto di mia madre e basta.
L'elettrico per assurdo mi ha ricordato proprio quella Porsche. Ogni guidatore guarda
qualcosa di diverso in un'auto. C'è chi lega molto con il sound del motore ad esempio, chi
invece all'abilità. Se hai letto cosa ho scritto sopra, io prediligo la reattività, la potenza
"istantanea". Questo nella Porsche era solo un'illusione data dal fatto che aveva più potenza di un'auto normale e quindi, quando mi stava erogando il 40-50% perché ancora non era
arrivata al regime massimo di coppia, mi stava dando comunque tutto il possibile. Invece l'elettrico é genuino, puro, istantaneo. Sei a 70km/ha e vuoi tutti i cavalli istantaneamente? Puoi averlo. Hai una modularità della coppia magistrale grazie all'acceleratore e la capacità di decidere anche di frenare col motore, ha semplicemente amplificato il mio stile di guida naturale: fluido e predittivo. Quando guidavo le auto di famiglia (punto, stilo, Mercedes C ed È, Civic, UAZ... Beh forse con questa ultima no che è un trattore) tutti mi dicevano sempre : tu l'auto non la fai sentire ai passeggeri. Accelerazioni, frenate, cambi di marcia, tutto il più dolce possibile. E non vado piano, sono solo meno brusco. L'elettrico é la massima espressività del mio modo di guidare. Poi il fatto che lavoro su motori elettrici é totalmente secondario. Mi sento più padrone dell'auto con l'elettrico. Il cambio, frizione e via dicendo non servono per sentirci padrone dell'auto. Sono "un gioco" che abbiamo inventato perché il motore termico é eccessivamente limitato. Hai la massima coppia solo ad alcuni giri. La massima potenza ad altre. E per fargli fare quello che a te serve, dobbiamo costantemente cambiare marcia, per fargli fare quello che vogliamo noi, perché se dovessimo stare a sentire lui, farebbe schifo. Ti immagini un'auto solo in prima o solo in terza? É prendere e frustate uno schiavo, uno schiavo che non risponde come vuoi e lo devi gestire costantemente. Poi noi negli anni ci abbiamo creato sopra tutto un romanticismo ma é
legato ad un'altra cosa: fare più azioni per eseguire un comando ci rende emotivamente più
coinvolti, anche se questi sono stupidi e non servono. Quindi cambio, frizione e via
dicendo sono giocattoli. Hanno senso su auto come la MX-5, auto fatte per divertirsi e per giocare. Non per le performance, non per trasportarci. Un'analogia sono i picchiaduro. Un Tekken giocato bene richiede combo complesse che devi saper fare con tanti tasti nella sequenza e tempi giusti. Dà soddisfazione. E se devi guardare esattamente qual é il desiderio del pilota, é semplicissimo. Vuole raggiungere una determinata velocità. Deve accelerare. Ergo, partendo da F=m•a, stai decidendo la F
dell'equazione per la a che vuoi. E a precisa pressione del pedale dell'acceleratore
corrisponde una % di coppia. Sempre lei. Sempre quella. (Considerando il regime di
massima coppia, altrimenti dopo diventa la potenza ad essere sempre quella) In qualsiasi
momento. Avere una risposta così precisa, lineare, sicura, AUMENTA la capacità di controllo. Il mio comando é preciso, perché é 1 ed ha un significato molto preciso. Non é 1 comando filtrato dal cambio, filtrato dal regime di funzionamento del motore, dalla turbina e via dicendo. Questa é la purezza del comando elettrico. Non mi sono mai sentito più in controllo della mia guida da quando sono passato all'elettrico. Non é una guida giocosa. Ma é una guida che asseconda il mio desiderio con la minor latenza possibile. Ah il gioco lo reputo importante anche io come te, sulle auto giuste ovvio come ho detto prima. Se compri un'auto da gioco deve avere il manuale. Per me "gioco" non è negativo né dispregiativo, è solo un aggettivo. Non ha malizia per me. Io, ho passione per ogni cosa che è tecnologia da sempre e ho studiato per diventare ingegnere meccatronico per capire al meglio (cioè male) il mondo della meccanica ed elettronica come un unico insieme e non come entità separate. Poi per fortuna o meno, la mia tesi triennale riguardò l'ottimizzazione degli elementi finiti nel motore elettrico della Prius, come modello di partenza, e poi sono finito a lavorare sui motori elettrici in campo industriale, non automotive, quindi diciamo che tante delle cose che gli altri vedono come "brutte" di un motore elettrico, per me sono la quotidianità e piene di tanta eguale passione!”

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